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L'awareness a fumetti
Esoscheletri e intelligenza artificiale: come cambiano lavoro e saluteSandro Brignone, Maria Adelaide Gallina, Renato Grimaldi e Silvia Palmieri
Gli esoscheletri, robot indossabili che supportano o potenziano il movimento, stanno passando dai laboratori a lavoro e sanità. L’IA interpreta postura e intenzione motoria tramite sensori e adatta l’assistenza in tempo reale, migliorando sicurezza e fluidità ma aprendo anche questioni...
Relazioni parasociali: quando il digitale sostituisce il realeEmiliano Mandrone
La realtà digitale genera nuove forme di dipendenza emotiva verso creator e intelligenze artificiali. Questi legami monodirezionali, definiti parasociali, plasmano società e comportamenti, creando effetti patologici quando sostituiscono completamente le relazioni umane autentiche
L'articolo Relazioni parasociali: quando il digitale sostituisce...
L’AI accelera la Scienza ma la restringe: il paradossoAlessandro Longo
AI, come e quanto la usano i professionisti italianiAlessandro Longo
I dati del X Rapporto sulle libere professioni in Italia 2025. L'AI è usata soprattutto per accelerare pezzi di lavoro che ruotano attorno a testi e ricerca, mentre l’integrazione nei processi, nei gestionali e nei...
Potenziale di attacco: la metrica che rende “reale” una vulnerabilitàSokol Kolgjini
Il potenziale di attacco non riguarda quante difese hai, ma quanto costi imponi a chi prova a colpirti. Proprio come nel furto al Louvre: allarmi, telecamere e personale c’erano, ma non hanno aumentato abbastanza tempo, frizione e rischio per gli...
Cosa serve all’Italia per competere con l’AIGiorgio De Nardi
Alla Silicon Valley non interessa il passato né il titolo accademico, ma conta solo quanto velocemente riesci a trasformare un’intuizione in un prodotto scalabile e redditizio. Ecco alcuni esempi che dimostrano perché l’Italia non può limitarsi ad osservare, ma deve...
Il pregiudizio del pensiero: quando l’IA ci costringe a ripensare noi stessiRiccardo Manzotti
Gli LLM dialogano con abilità, ma negar loro il pensiero spesso rivela un pregiudizio: agli umani basta poco per parlare di “mente”, alle macchine no. Ridurre tutto al “next token” è fuorviante perché predire implica modellare senso. La differenza decisiva...








