20
Ott
Perché gli algoritmi dei social continuano a mostrarci le stesse coseGabriele Gobbo
Basta lasciare un video sullo schermo per un istante e il feed può riempirsi dello stesso argomento. Gli algoritmi pubblicitari sembrano affidarsi al tempo di permanenza, trasformando distrazioni e segnali deboli in targeting, mentre la promessa di una profilazione precisa lascia spazio alla logica dei volumi
L'articolo Perché gli algoritmi dei social continuano a mostrarci le stesse cose proviene da Agenda Digitale.
Read MoreAgenda Digitale
Condividi questo post
RELATED
Posts
Dalla certezza all’inganno: la fiducia fragile nell’AI generativaGerardo Costabile
L’intelligenza artificiale non si limita a calcolare: persuade, imita l’empatia e sfrutta i meccanismi cognitivi della fiducia. Pubblicità invisibile, opacità dei modelli e supervisione umana inefficace impongono nuove regole fondate sulla responsabilità delle imprese e sulla tutela della libertà di...
Costo dell’AI in medicina, più esami non significa più sprechi: lo studioSergio Pillon
Uno studio su 200 note cliniche rileva che i modelli general purpose raccomandano cure per 314 dollari a visita contro i 97 dei medici. Il divario, però, non misura direttamente l’inappropriatezza e può ridursi modificando i prompt, con possibili effetti...
Sentenze scritte con l’AI: i confini che la giustizia non può ignorareGuido Scorza
Le risposte dei chatbot rimaste nelle decisioni giudiziarie rivelano un fenomeno più ampio di singole distrazioni. Tra sentenze, precedenti inesistenti e uso di Copilot, l’intelligenza artificiale nella giustizia apre interrogativi sulla responsabilità dei magistrati, sulla verifica degli output e sulla...

