20
Mag
AI in sanità, perché la diffusione non basta a provarne l’efficaciaDomenico Marino
L’intelligenza artificiale sanitaria è sempre più diffusa, ma la crescita degli strumenti non dimostra da sola la loro efficacia clinica. Il nodo riguarda validazione esterna, uso reale, equità, modelli generativi e qualità delle prove necessarie per integrare l’AI nei percorsi di cura
L'articolo AI in sanità, perché la diffusione non basta a provarne l’efficacia proviene da Agenda Digitale.
Read MoreAgenda Digitale
Condividi questo post
RELATED
Posts
La PA perde tempo a spostare dati: l’AI può cambiare il lavoro degli ufficiAndrea Tironi
La pubblica amministrazione italiana spreca ancora molte ore nella movimentazione manuale dei dati tra file, email e sistemi non integrati. L’AI può intervenire non solo nei chatbot, ma soprattutto come strato infrastrutturale per automatizzare flussi, ridurre errori e migliorare le...
AI nei tribunali, chi risponde degli errori negli atti giudiziariMatteo Montaruli
L’intelligenza artificiale è già entrata nel processo e negli atti giudiziari, ma non può assumere responsabilità. Il nodo resta umano: difensori e giudici devono governare strumenti capaci di produrre errori plausibili, formalmente coerenti e difficili da riconoscere
L'articolo AI nei...
Outsourcing dei servizi sanitari: criteri, rischi e governanceNiccolò Cusumano
L’esternalizzazione dei servizi nelle aziende sanitarie richiede una valutazione strategica, organizzativa ed economica. Dal perimetro delle attività alla gestione del rischio, l’outsourcing può generare efficienza solo se accompagnato da competenze interne solide e da un rapporto maturo con il fornitore
L'articolo...

